Vuoi di più dalla vita?

Fare delle previsioni. E’ la tattica militare che ha permesso all’Impero Romano di vincere molte delle sue battaglie: Giulio Cesare saliva sulla migliore altura nei pressi del campo di battaglia, studiava la situazione e dava ordini cercando di immaginare e di neutralizzare le mosse del nemico.

falange romana

Le PMI italiane oggi fanno previsioni, visto che mondo e mercato sono sempre più ostili?
La capacità di mettersi in discussione di fronte al contesto, di affrontare con realismo la situazione superando i propri difetti non è così comune, ma sembra essere la chiave per continuare ad avere successo e, forse, per averne molto più che non in passato.
C’è chi si apre a nuovi mercati, cambia il proprio rapporto con la clientela, inventa e innova, principalmente rischia e cambia.
La spinta parte, in genere, da rendersi conto che qualcosa non sta funzionando a dovere, senza perdere tempo ad incolpare la crisi o il calo dei mercati, ma trovando la soluzione migliore per il proprio settore. Se non si vincono le battaglie, insomma, conviene cambiare tattica.

scacchi

Un esempio, decisamente non banale, di riorganizzazione e rinnovamento è l’avventura che Lucano ha affrontato negli ultimi tre anni: partendo da una situazione di stallo, infatti, in un paio d’anni hanno fatto i fuochi d’artificio, anche in termini di risultati.
L’azienda si è affidata ad una consulenza esterna di alto livello e, una volta definite le problematiche principali, queste sono state affrontate.
La direzione commerciale viene spostata da Firenze a Milano. Roberto Galantini, che ci racconta questa storia, entra come nuovo direttore commerciale e l’azienda cambia il modo di affrontare il mercato.

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Vengono intraprese una serie di azioni per cui può essere necessario un discreto coraggio.
Soprattutto tenendo conto che Lucano è l’archetipo dell’azienda italiana “vecchio stampo”: a conduzione familiare (da 120 anni…), la produzione in una zona splendida ma sperduta del sud, una forte brand identity, ma legata unicamente al prodotto Amaro, consumato nell’unica modalità del finepasto.
Il grande salto è stato iniziare a muoversi in ambienti completamente diversi: il mondo della notte, ad esempio, dove si punta all’entrata di Lucano nel mondo del Cocktail e alla conquista di un target completamente nuovo. Si è inoltre allargato il numero di clienti, mantenendo il prezzo nella Grande Distribuzione, grazie alla vendita del mezzo litro e si è creato un progetto specifico dedicato alla Ristorazione, con un mix di prodotti dedicati, etichette dallo stile esclusivo e moderno che hanno permesso di aprire circa 500 nuovi clienti nei primi 2 mesi.

bottiglie
Testimonial entrante in questo progetto è Bruno Barbieri che sarà ospite d’onore alla prossima fiera Host di Milano.
Ma c’è una mossa imprevedibile che ci ha colpito: la distribuzione del prodotto al mondo dell’horeca bar viene esternalizzata. Come? Si crea una società al 50% con uno dei più grandi distributori italiani di settore che vanta oltre 200 Agenti. Si crea così un reciproco vantaggio di interesse: per Lucano finiscono i problemi di consegne e soprattutto di pagamenti, per la società partner cresce la forza contrattuale, il guadagno e ovviamente il prestigio.

troppi caffè
Tutto questo è nelle possibilità di una qualsiasi azienda italiana solida e lungimirante?
Ce lo auguriamo. Certo serve rischiare, e si potrebbero fare degli errori, ma, se il tuo piano è coerente e ben pensato, c’è la possibilità di autentico successo, oggi più che mai.

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L’amore di un leader di settore

Sono arrivata in Tecno Piemonte grazie alla recente conoscenza con Roberto Baldo, che in quest’azienda è il Responsabile del Settore Marcatura CE dei materiali da costruzione. Mi ha parlato della sua bella azienda, leader di settore in Italia per le prove di laboratorio su materiali da costruzione e non solo.
Sono andata a vedere di persona, incuriosita dai suoi racconti, ed ecco che arrivo in zona in una bella giornata di sole.

Campagna Vercellese

Abituata alla densità abitativa della zona milanese mi colpisce sempre il fatto di ritrovarmi in ameni luoghi di campagna. Poco dopo Arborio, un piccolo borgo il cui nome tradisce le storiche tradizioni, ecco che lungo la strada sulla destra svetta l’azienda, con l’effetto di un castello medievale che emerga dalla brughiera. Con tanto di bandiere, lago e fontana, un imponente cancello e un ampio cortile, ecco che comprendo subito perché Roberto mi parlasse proprio di una bella azienda.

Lago con fontana
Dopo la gentile accoglienza del mio contatto ho subito il piacere di incontrare Angela Ferrero, che ha recentemente preso in mano la responsabilità della Comunicazione Aziendale. Angela è giovane ma ha una chiarezza non comune su quale sia il significato della comunicazione per un’azienda. Mi parla dell’importanza della coerenza, del non perdere le occasioni per promuovere e per farsi conoscere, anche per un’azienda che non ne ha forse bisogno in questo momento, perché è una di quelle che va ancora
molto bene, ma, lei dice, potrebbe andare ancora meglio e non bisogna accontentarsi. Ecco questo mi fa capire che non sono proprio capitata nelle solite aziende, dove qualsiasi Direttore Commerciale si sarebbe solo gloriato di tanto successo, e non l’avrebbe neppure sfiorato il pensiero di una tale sfida.
A confermare la mia impressione ecco che arriva Sergio Beltrame, Direttore dei laboratori. Mi porta a fare il giro dei vasti laboratori in cui si effettuano prove di diverso tipo su centinaia, forse migliaia di tipologie di materiali diversi. I suoi occhi guardano le sale e le macchine con lo sguardo innamorato del papà che fa vedere le opere dei suoi figli e brillano di una luce inconfondibile.

Sguardo innamorato

Mi avrebbe parlato di loro fino alle 8 di sera se non avessi accennato al fatto che dovevo rientrare a Milano affrontando il traffico dell’ora di punta!

Ma come ci sono riusciti??? Non ho avuto il piacere di incontrare i due imprenditori che da oltre 30 anni guidano l’azienda ma intuisco una cosa.
Ciò che ho visto è Passione, è Amore. Senza passione e senza amore, un ambiente non può essere così bello. Una giovane responsabile di comunicazione non può avere un tale fuoco motivazionale. Un direttore non può guardare in quel modo le sue sale e le sue macchine.
Certo come nelle migliori famiglie ci saranno limiti e difetti, ma un forte sentimento può determinare il successo e la durata di un’azienda, proprio come di un matrimonio.

Ringrazio Tecno Piemonte per averci ricordato di coltivare ogni giorno la Passione per ciò che facciamo.

Coltivare passione
Buone vendite a tutti!

Impressioni post-natalizie

Natale è finito, abbiamo smontato anche quest’anno l’albero e il presepe e il 2014 ci ha già regalato la sua nuovissima mole di lavoro.

Possiamo però tirare le somme delle feste passate e guardare, con occhio più critico e meno romantico, cosa ci è stato proposto.

Il periodo natalizio è particolarmente favorevole per la creatività dei pubblicitari. Molti spot televisivi, infatti, si lasciano andare in scenografie pittoresche e trame incentrate sulla gioia e sulla famiglia. A qualcuno forse il tutto può apparire un po’ melenso, ma quanti ogni anno in questo periodo, non si incantano davanti alla televisione a gustarsi il nuovo spot natalizio di questa o di quella marca? E come non sentirsi, alla fine, un po’ più appagati e in pace con il mondo? Quindi, tanti bambini, buoni sentimenti, una famiglia modello e un senso generale di speranza e felicità. Insomma, nessun litigio tra i parenti del cenone di Natale, nessun bambino che piange disperato perché non ha ricevuto il dono tanto desiderato.

Di sicuro, la leva che viene utilizzata in questi casi è molto forte, si tocca in pieno l’emotività delle persone, facendo possibilmente ricordare loro i momenti potenzialmente più felici della loro vita, Natale, quando erano bambili.

Vediamo quindi qualche esempio.

Nello spot Lindt, la pubblicità è giusto una bambina e un orsetto di cioccolata, si incontrano fanno amicizia e l’orsetto, dal negozio, attraversa tutta la città per raggiungerla. Come non provare simpatia per il tenero orso? E come non pensare, “sì, ti compro e ti porto a casa”?

Nello spot Bauli, ecco un altro bambino che, soffiando il magico zucchero a velo sopra al pandoro, sparge su tutta la città (o meglio dire, paesino da presepio) gioia e felicità, con sottofondo il pezzo già adottato gli anni scorsi dall’azienda “a Natale puoi”

Ancora un bambino, associato all’idea di famiglia nello spot ikea: sembra che il protagonista stia preparando il salotto per accogliere Babbo Natale, invece, ecco che rientra il fratello più grande, presumibilmente che vive lontano, per passare il Natale in famiglia

Un fraintendimento è il tema centrale anche dello spot Apple. L’adolescente protagonista passa tutti i bei momenti di Natale incollato al suo IPhone, un po’ come tutti i suoi coetanei, e sembra perdersi ciò che gli sta accadendo intorno. Nel finale invece dimostrerà che, grazie al suo telefono, non solo non si è isolato, anzi, riuscirà a condividere questo momento ancor di più

Coca cola porta un’altra ventata di buoni sentimenti e di speranza, forse volendo far leva su uno dei periodi non proprio rosei per molte persone; ecco che proprio Babbo Natale lancia in cielo una cometa, con la frase “anch’io credo in voi”

Per finire, lo spot di una catena di grandi magazzini inglese, John Lewis, che sta facendo il giro del mondo come una delle più belle pubblicità di questo Natale.

E voi cosa ne pensate? Cosa vi trasmettono questi ed altri spot natalizi? Qual è il più bello, secondo voi? Che cosa non vi piace?

E che effetto vi fa guardarli fuori stagione (anche se di poco)?