Motivare al miglioramento i tuoi collaboratori: la leva emotiva funziona meglio e non costa nulla

Quante volte devi ripetere alle persone le stesse cose? Eppure le persone non cambiano.

C’è un modo per ottenere che il processo positivo di cambiamento venga avviato e soprattutto per ottenere che i tuoi collaboratori sviluppino desiderio di migliorare. Sto parlando della leva emotiva, facile da usare e molto efficace.

Non la usiamo abbastanza perché di solito nessuno l’ha mai utilizzata con noi, ma è semplice da utilizzare quando proviamo e soprattutto estremamente efficace.

In questo breve filmato, che è parte di un videocorso, trovi qualche suggerimento utile.

Buona visione e soprattutto buona motivazione!

Come motivare al miglioramento

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Pensare aiuta a dimagrire

Sei fra coloro cui non piace leggere cose impegnative e preferisce, se proprio occorre informarsi, vedere un video? Ti piace mantenere le relazioni personali con SMS e twitter, anziché scrivere lunghe email? Ti annoiano le spiegazioni approfondite e dettagliate? L’analisi logica è un vago ricordo scolastico che non usi più? Non pianifichi e fai sempre le cose all’ultimo momento?

Forse qualche insegnante, a scuola, ti aveva consigliato di cambiare abitudini… ma con scarsi risultati. Adesso, però, c’è qualcosa che potrebbe farti cambiare opinione drasticamente: secondo lo psicologo americano Michael J. Breus, queste tue abitudini fanno ingrassare. E non poco.

Aiuto che paura!

Cercherò di spiegarti perché… così cominci a cambiare le abitudini da subito!

L’uomo è in grado di esercitare l’azione di pensare in tre modi diversi: Pensiero Pratico, Pensiero Logico e Pensiero Creativo.  Essi coinvolgono strutture cerebrali differenti, ma ognuno di essi permette di prendere decisioni e di agire.

Le tue abitudini (passate! Ora le stai già cambiando, vero?) sviluppano il Pensiero Pratico, il quale, essendo, dei tre, il tipo di pensiero che consuma meno energia, richiede un minor numero di ore di sonno. Accorciando il quale, però, si riduce, o si annulla addirittura, la fase Rem, quella del sonno profondo, che arriva alla fine del ciclo ed è sempre tagliata da chi si sveglia troppo anzitempo. È proprio in questa fase di sonno che il nostro organismo si riequilibria “bruciando” grassi e calorie.

Pensare e dormire fanno dimagrire

Secondo uno studio brasiliano, chi dorme solo sei ore a notte si ritrova addosso, dopo un anno, sei kg in più rispetto a quanto peserebbe, se avesse avuto un sonno più lungo di un’ora e mezza o due.

Tutto questo è un caso particolare di un principio generale: la salute e l’efficienza fisica vanno di pari passo con la salute e l’efficienza mentale. Così chi è mentalmente pigro finisce con l’essere poco scattante anche fisicamente.

Questo vale anche per le aziende: se non curano la propria salute mentale, con ampia e costante attività di formazione, si caricano di costi (l’equivalente del grasso) inutili e ovviamente dannosi. Anche per le organizzazioni, infatti, esiste una fase di “sonno Rem”: è quando ci si stacca dalla routine quotidiana e si affronta il compito di ripensare la propria attività, eliminando comportamenti abituali ma obsoleti e  “bruciando” i costi che essi richiedono.

Per produrre serve benessere

Vi è mai capitato che nella frenesia della giornata lavorativa, il dover rispondere a ripetute richieste, il raggiungimento del target, le vendite, il fatturato, divenissero obiettivi primari rispetto al vostro benessere?

stress lavoroSpesso la continua sollecitazione a far fronte ai diversi impegni aziendali ci impedisce di fermarci e chiederci semplicemente: “come sto in questo momento?”.
La risposta a degli stimoli diviene prioritaria rispetto al sentire come reagiamo alle richieste e come viviamo emotivamente la pressione che può derivare dalle molteplici cose da fare.

mindfullnessNon contando che a volte ci si dimentica che prima che dottori, manager, dirigenti, ingegneri, impiegati, dipendenti si è anche figli, coniugi o conviventi, genitori,…
Ciascuno è chiamato a giocare molteplici ruoli contemporaneamente, ad integrare funzioni e compiti differenti, ad investire del tempo e delle risorse che spesso sono molto focalizzate sul versante professionale.
E’ inutile negare che per quanto ciò sia piacevole, affascinante e particolarmente stimolante risulta anche molto impegnativo e a volte non riusciamo a rendere come vorremmo.
Il contesto lavorativo può divenire un ulteriore ambito di crescita personale, uno spazio di realizzazione laddove ciascuno senta di poter esprimere le proprie risorse e potenzialità, soprattutto in presenza di una buona consapevolezza dei propri punti di forza e delle proprie fragilità ma anche grazie alla presenza di un contesto validante e supportivo.
meditazioneIl riuscire a trovare anche solo un breve spazio per fermarsi e ascoltare come stiamo, cosa proviamo nel qui ed ora, il focalizzarci su noi stessi, diviene nel tempo un’abilità ed una risorsa estremamente preziosa per il nostro benessere e quindi per la nostra produttività.
Oggi, molteplici sono le modalità per potersi “ascoltare” e per poter allenare tale abilità:
– La Mindfulness
– Il Training autogeno
– Il Coaching
Percorsi di supporto psicologico in ambito aziendale (individuali e/o di gruppo)

E’ importante favorire una maggiore conoscenza di sé, una maggiore consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti e la possibilità di poter orientare o ridefinire i propri obiettivi sia in termini di progetti lavorativi che personali.
mindfullness2Prendere contatto con il nostro corpo, con il nostro sentire, con il nostro mondo emotivo e con i nostri pensieri, risulta fondamentale per una preziosa conoscenza di noi stessi, per ridefinire le nostre priorità e magari per orientarci nuovamente verso mete future.
supportive work teamLa possibilità di instaurare delle relazioni significative e di poter creare una rete costruttiva all’interno della quale vi sia la possibilità di uno spazio di confronto e di condivisione in Azienda aiuta i dipendenti, di qualsiasi livello, a sentirsi supportati, incoraggiati e stimolati; i feedback da parte di altri sul proprio modus operandi, sul proprio stile relazionale e lavorativo possono essere percepiti come costruttivi, come occasione di crescita e di cambiamento.
stressLe nostre emozioni, anche in azienda, possono diventare una bussola per orientarci su come stiamo, dove siamo e verso quali mete o obiettivi vogliamo muoverci.
Ecco perché fermarsi un attimo, in maniera costruttiva, anche laddove sembra impossibile farlo perché le richieste sono numerose, molteplici ed urgenti, diviene estremamente prezioso e fruttuoso.
Così come il riuscire a costruire all’interno delle Aziende degli strumenti di confronto e di condivisione può rappresentare un valore aggiunto e una risorsa fondamentale per promuovere il benessere e quindi la produttività del singolo e del gruppo.

Giovani e seri

Nell’evoluzione culturale del nostro paese, ogni ambito viene influenzato: perfino l’attività delle farmacie e il genere di prodotti che vi cerca il pubblico ha seguito, negli ultimi anni, un interessante mutamento.

Se fino a pochi anni fa l’attività di una farmacia si basava sull’80% di ricette ASL, ora vi è un buon 50% derivante da altri tipi di prodotti, tra cui rimedi naturali, cosmetici, integratori,…

Rimedi naturali

Tra queste novità, trovano spazio anche i prodotti omeopatici e gli integratori dell’”Istituto di Medicina Omeopatica”; Sandro Franzo, il Direttore Vendite, ci racconta di come il loro mercato sia in piena crescita e di come i loro informatori abbiano un ruolo privilegiato.

Essendoci, infatti, una gran curiosità in merito al mondo dell’omeopatia e dei medicinali fitoterapici (a base di principi naturali) – come una gran confusione – chi tratta questi prodotti viene trattato con molto riguardo: le domande che gli vengono poste infatti servono per i clienti, per i collaboratori del farmacista e, molto spesso, per la curiosità personale del farmacista stesso.

Gente in fila

Come fa l’informatore a saper rispondere nel migliore dei modi? La risposta ci ha sinceramente stupiti: quest’azienda forma i suoi informatori per due o tre anni, scelti generalmente giovani e laureati, in quanto se formati dall’inizio, danno i maggiori risultati.

Di certo questa è una gran controtendenza, rispetto a un mondo di stagisti “usa e getta” e d’altra parte, interviene proprio su il problema cruciale che ritrova il prodotto commercializzato.

informatore

L’omeopatia, infatti, può essere venduta solo da un farmacista, che, in genere, non ha una formazione in merito: l’unico modo per superare quest’ostacolo è, quindi, che venga raggiunto da qualcuno che gli sappia trasferire tutte le informazioni necessarie.

Ogni azienda e ogni tipo di commercio trova sul proprio percorso un “collo di bottiglia” che restringe drasticamente la propria attività; dalla capacità di riconoscerlo e di affrontarlo nel modo migliore è ciò fa a differenza tra un’impresa di successo e una che si lascia travolgere dalle difficoltà.

collo di bottiglia

In conclusione, l’Istituto di Medicina Omeopatica vive la crisi? No, non sa neanche cosa sia! E, anzi, le sue vendite sono in costante aumento.

La strategia da copiare? Comprendere e affrontare seriamente l’elemento che crea l’ostacolo maggiore nei confronti del mercato e, per farlo, credere ed investire seriamente sui propri collaboratori e sulle proprie risorse umane. Possibilmente puntando su qualche giovane.

 

Chi si ferma è perduto! Parola d’ordine Formazione.

ogni volta che sei tentato di fare le stesse cose, chiedi a te stesso se vuoi essere prigioniero del tuo passato o pioniere del tuo futuro”

Climbing

Così Lino Beatrice, che abbiamo incontrato, presenta il suo modo di gestire la direzione commerciale e marketing di It&ly, azienda che fabbrica prodotti per parrucchieri. Tenendo conto che qualche anno fa, in media, le signore andavano 10 volte l’anno dal parrucchiere e ora ci vanno circa 5 volte, oggi davvero chi si ferma è perduto!

Capelli fai da te

E allora la parola d’ordine è FORMAZIONE, sia sul versante clienti, sia sul versante agenti.

 

Versante CLIENTI:

parrucchiere

Questo marchio, It&ly, è stao creato 28 anni fa con la forte vocazione di portare il prodotto italino nel mondo. Negli ultimi anni, con l’ingresso di Beatrice, l’azienda si è concentrata con forza anche sul mercato italiano.

Non ci si poteva più focalizzare a livello commerciale solo sugli sconti sulla merce: per essere competitivi, infatti, servivano nuove strategie. Il servizio è stato fatto diventare a 360° con pubblicità, trade marketing e attenziona alla soddisfazionne del cliente (sia i parrucchieri, sia i loro clienti).

Il tutto con lo slogan di Beatrice per i suoi clienti “voi avete sempre un ufficio marketing a vostra disposizione”.

L’obiettivo è quello di aiutare i saloni a sviluppare il loro business e, negli ultimi anni, con una clientela con maggior cultura , è più facile far passare le informazioni al mercato: l’offerta di It&ly, infatti, è affiancata da percorsi formativi e corsi gestionali, che vengono venduti agli stessi parrucchieri.

 

Versante AGENTI:

agenti

Per realizzare tutto ciò ci vuole un bel lavoro di squadra, con uno stimolo e una guida dall’alto. La filosofia della collaborazione è lo strumento, i primi clienti per Beatrice sono i propri collaboratori.

Bisogna essere sempre sul pezzo, ascoltare tutti, fare squadra e stimolare tutti produrre esprimere nuove idee, senza il timore di sentirsi giudicati. Non per niente, in It&ly, ci sono venditori con partecipazioni aziendali.

Tutti vorrebbero cambiare,” ci dice Beatrice “ma il cambiamento costa fatica – e qualche venditore fa più fatica di qualcun altro -; ad ogni problema, ci sono almeno cinque soluzioni, perciò tutti devono saper tirare fuori delle idee”.

It&ly fa incontrare tutti i venditori in occasione dei 6 canvas annuali e in queste occasioni Beatrice, oltre a presentare le novità, tenta di analizzare il mercato e di offrire delle soluzioni. Per fare ciò utilizza uno stile aziendale partecipativo: tutti devono essere coinvolti il più possibile.

Prima dell’ordine del giorno si fa un “giro di tavolo”, chiedendo l’opinione di tutti, senza censurare le critiche; lo stesso alla fine dell’incontro, in cui si possano sottolineare sempre sia gli aspetti positivi, sia quelli negativi. Ci vuole quindi una buona capacità di mediare, gestendo le idee differenti e le resistenze al cambiamento.

 

Qual è quindi il segreto di questo professionista? L’essere sempre alla ricerca del miglioramento il piacere di fare questo lavoro, la passione, la voglia e l’ambizione, avendo sempre un nuovo obiettivo in avanti. E i suoi risultati sono una crescita con numeri a due cifre, nonostante il mercato.

 

Un cappello nuovo per la formazione

Recentemente ho fatto visita ad un cliente storico e ormai amico, Responsabile del personale di una multinazionale, Paolo Zubelli.

Vi racconto cosa ho scoperto: la formazione, come si intende tradizionalmente, non sta poi così bene.

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Già, proprio così, un duro colpo per noi formatori, ma di certo una notizia che non può non metterci in discussione.

Il budget, in momenti di crisi e di cambiamento, mi racconta Zubelli, è sempre più soggetto a revisioni, le persone appaiono scettiche, e ormai non si possono più spendere tanti soldi per qualcosa di cui non vedi subito i risultati. Però c’è un’altra necessità – e a quel punto drizzo le orecchie per capire dove si nasconda l’esigenza del cliente.

La gente in mezzo a questa crisi è più insicura, ha un malessere latente, vive una quotidiana incertezza. E’ un problema che in passato avremmo chiamato di “motivazione”. Ecco che Zubelli mi dà un’idea. Bisognerebbe cambiare cappello – interessante, ma in che senso?

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Oggi, racconta, l’attenzione alla cultura aziendale porta nuove sensibilità per la salute, il benessere e la sicurezza delle persone al lavoro. Certo in un’azienda produttrice, che magari lavora con sostanze o strumenti pericolosi, il focus è tutto lì. Altre aziende hanno invece il problema di un ambiente forse non pericoloso ma, per usare una parola di altri tempi, alienante. Un ambiente forse più teso alla Salute e al benessere che alla Sicurezza. Insomma, ambienti di ufficio dove l’ergonomia e le condizioni micro climatiche e di stress sono predominanti.

Oggi la funzione “Salute e Sicurezza” è, comunque, responsabilità delle risorse Umane che deve gestirla con nuova attenzione e in ottica di engagement. Dunque il “vecchio formatore” non dovrebbe fare altro che rivolgersi a questa funzione e proporre interventi e percorsi che potrebbero essere strumenti per la crescita del benessere e della salute psico-fisica.

Il legame deve apparire chiaramente e – da quanto mi racconta Zubelli – attualmente appare o nelle cause o negli effetti. Mi spiego meglio. Mi vengono illustrate da Zubelli due aree fondamentali di intervento, da loro utilizzate in azienda.

La prima è quella che ha come guida l’intervento sull’area della psicologia del lavoro, con test e percorsi specifici per l’aumento della consapevolezza organizzativa. Le aree di indagine e di lavoro sono molteplici, dallo stress lavorocorrelato, alla relazione con i colleghi, al significato del lavoro per la propria vita, al coaching o alla valorizzazione delle soft skill.

La seconda area è quella che punta a “costruire riferimenti ed esempi pratici di come si può lavorare con soddisfazione e passione”. Gli esperienziali sono ottimi strumenti per raggiungere questo scopo. Le persone ricevono forti iniezioni di positività e il ricordo rimane vivido per un certo tempo. In questa seconda area rientrano anche  percorsi e incontri con testimonial, cioè persone che hanno fatto qualcosa di speciale e che parlano della loro esperienza. L’esempio personale è così importante da determinare una naturale spinta all’emulazione (della persona o di un valore da lei incarnato) e quindi un pensiero positivo vincente, che dona anche benessere interiore.

Accipicchia, penso, ma non è che c’è un’altra strada? non essendo io nè psicologa, nè particolarmente dotata nelle prove fisiche!

Poi mi viene in mente che da un anno con i miei colleghi sto lavorando alla creazione di Integrity, un percorso di lettura, valorizzazione e orientamento delle emozioni in ambito lavorativo. Le emozioni che sono il più potente motore nella nostra vita, sono una delle chiavi per portare la nostra vita lavorativa, e quella delle nostre aziende, finalmente fuori dalla crisi in senso lato. Ciò conduce a un alto BEN-essere e a una nuova e più coerente spinta all’azione raggiunta grazie all’integrazione emotiva.

Emozioni

In fondo, come dice Zubelli è davvero una questione di “cambio di cappello”. E io forse l’ho già cambiato senza accorgermene, ma ora ci vuole un po’ di strategia per cambiare anche l’abito, in modo che si intoni ad un cappello effettivamente diverso.

Paolo Zubelli è Responsabile del Personale in RS Components dal 2000. Precedentemente ha lavorato in Honeywell-Bull, in Assolombarda, al Credito Italiano e in Università.

RS Components e Allied Electronics sono marchi commerciali di Electrocomponents plc, il maggiore distributore mondiale di prodotti di Elettronica, Manutenzione e Industriali. Il Gruppo è presente con sedi operative in 32 Paesi e, attraverso Internet e i cataloghi cartacei, distribuisce una gamma di 500.000 prodotti a più di un milione di clienti in tutto il mondo, evadendo circa 44.000 ordini al giorno. Gli articoli distribuiti, provenienti da oltre 2.500 fornitori leader, includono componenti elettronici, di automazione e controllo, elettrici, meccanici e strumenti di misura. Electrocomponents è quotata alla Borsa di Londra (London Stock Exchange), e ha chiuso lo scorso anno finanziario il 31 marzo 2013 con un fatturato di 1,24 miliardi di Sterline. In Italia la struttura è presente da oltre 20 anni, occupa 240 persone e ha due sedi principali in Cinisello Balsamo (MI) e Vimodrone (MI).